LAVORO. QUAGLIARIELLO: NO DECRETO SAREBBE DIFESA STATUS QUO

23/01/2012 - 19:07

"L'annunciata intenzione del governo di affrontare con un disegno di legge la riforma del mercato del lavoro sta a significare che evidentemente per l'esecutivo c'e' necessita' e necessita', e c'e' urgenza e urgenza". Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato. E questo "dopo aver investito con un decreto di quasi cento articoli il tema delle liberalizzazioni, delle categorie e delle professioni - per giunta con l'esplicito invito ad astenersi da modifiche in sede di conversione parlamentare", sottolinea ancora, senza mancare, comunque, di sottolineare: "nessuno sottovaluta la complessita' e la delicatezza della questione sociale e nessuno vuol fare corporativismo". "Non abbiamo motivo di dubitare che il presidente Monti sia in buona fede quando afferma che sul lavoro i tempi non possono essere lunghi - prosegue - ma il premier non puo' non sapere che in un contesto come quello attuale avviare la riforma del lavoro attraverso un disegno di legge impegnando su di essa il Parlamento per i prossimi mesi significa non fare nessuna riforma e lasciare le cose come sono. Non si tratta di una difesa d'ufficio delle corporazioni, ma della ovvia considerazione per la quale in un momento di difficolta' per il Paese la richiesta di sacrifici ha un senso se riguarda tutti con la medesima sollecitudine". "In caso contrario, si accrediterebbe l'impressione di una volonta' persecutoria e punitiva nei confronti di alcune categorie sociali e di una sostanziale difesa dello status quo nei confronti di altre. Se il metro che il governo intende adottare nella risposta all'emergenza e' quello dei due pesi e delle due misure - conclude Quagliariello - questo non potra' non avere le sue conseguenze nell'atteggiamento di forze politiche che hanno fin qui condiviso lealmente la gravosa responsabilita' di sostenerlo"

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