di Elisabetta Ligori
"L'esigenza primaria che abbiamo commemorando la Shoah è il rifiuto dell'evento e il desiderio di dimenticare l'orrore. Paradossalmente riusciamo a soddisfare meglio questa necessità proprio attraverso il ricordo e l'auspicio dell'irripetibilità di vicende del genere". Il senatore Luigi Compagna spiega così il senso del Giorno della memoria, istituito dal Parlamento italiano nel 2000 "in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti".
Senatore, Primo Levi, raccontandoci uno dei periodi più bui e vergognosi della nostra storia, scriveva "Tutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverlo". Noi come italiani non vogliamo dimenticare....
"La citazione di Levi è particolarmente toccante perchè ha un profondo aspetto autobiografico. Nel buio del campo di concentramento da un lato si domandava "Se questo è un uomo", dall'altro vivendo l'orrore dei campi di concentramento portava alla memoria l'inferno di Dante. Oggi però non dobbiamo essere stucchevoli e noiosi nel riproporre il Giorno della Memoria nello stesso identico segno di ogni anno . E' importante perciò che ogni volta questa occasione abbia un significato diverso."
Quale può essere il significato di questo anno?
"La maggiore angoscia che quest'anno accompagna il Giorno della memoria è sicuramente la pretesa iraniana di rivendicare un assurdo diritto all'antisemitismo e al nucleare. E' proprio in momenti particolari come quello di oggi, divenuto simbolo della condanna di tutti i soprusi e di tutte le violenze razziali, che dobbiamo trovare la forza e la tenacia per non concedere questo terribile diritto ne' alla Repubblica Iraniana ne' a nessun altro Paese".
Nonostante il segno indelebile dell'orrore passato, ancora oggi purtroppo non mancano manifestazioni antiebraiche e negazioniste, sicuramente minoritarie ma pericolose, che rappresentano la volontà di non voler fare i conti con la Shoah....
"Fortunatamente a fare i conti con la Shoah fu soltanto quella generazione, in particolari circostanze e per specifiche ragioni. Oggi noi ci confrontiamo con il ricordo dell'Olocausto. Purtroppo ogni tanto anche in Italia viene segnalato qualche orribile episodio di intolleranza, ma si tratta generalmente di sporadiche e sguaiate manifestazione di antisemitismo tradizionale, soprattutto da parte di gruppi di estrema destra. C'è poi un vento filopalestinese che è causa di azioni violente, ma complessivamente il nostro Paese è tra i più attenti ad evitare il diffondersi di questi bacilli patogeni".
In Francia è stata approvata una legge che sanziona il negazionismo del genocidio degli Armeni. Lei crede che siano sufficienti le celebrazioni e le commemorazioni o siano necessarie anche in Italia iniziative più radicali contro ogni forma di antisemitismo o intolleranza razziale?
"Non penso che sia necessario arrivare a tanto. Sicuramente in Italia c'è una consapevolezza profonda dell'orrore della Shoah. Tuttavia sono convinto che il passato non sia un docente. La storia purtroppo non è maestra di vita, anzi, tutto il contrario. In questo sono inflessibilmente crociano. C'è sicuramente il desiderio che episodi vergognosi come l'Olocausto non si ripetano più. E in questo, come italiani, siamo molto maturi. La vicenda francese mi sembra risentire per molti versi della campagna elettorale. C'è un giacobinismo statalista nella legislazione francese che non sempre da' buoni consigli ai legislatori. In Francia in realtà quello che serve è che la vicenda del genocidio degli Armeni trovi un proprio percorso di memoria e di distensione nelle generazioni attuali e in quelle future. Come in Italia sta accadendo per la Shoah".
GIORNO MEMORIA. COMPAGNA: BISOGNA RICORDARE PER RIFIUTARE L'ORRORE
27/01/2012 - 09:28
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