di Federico Gennaccari
Crollo dei consumi, diminuzione del potere d'acquisto, aumento della pressione fiscale e della disoccupazione. E' questa l'impietosa fotografia dell'Italia di oggi fornita dai dati dell'Istat. Il potere d'acquisto delle famiglie è diminuito del 4,1%, la spesa delle famiglie per consumi finali è calata del 2,2%. Secondo i dati della Confcommercio i consumi si sono contratti del 4,7% e i soldi vengono utilizzati per pagare il fisco con una pressione fiscale salita al 41,3 (il 42,6 nel terzo trimestre) . Una situazione che per i consumi è la peggiore dal dopoguerra, mentre i disoccupati sono arrivati all'11,1 (507 mila in più nel 2012) con quella giovanile al 37,1. Ne parliamo con la senatrice Cinzia Bonfrisco.
Come commenta questi dati: più tasse, meno lavoro e meno soldi in tasca alle famiglie?
"Sono dati drammatici. E ancor più drammatico è che purtroppo si sta facendo di tutto per deprimere i consumi. I risultati che registriamo sono frutto di due politiche sbagliate da correggere quanto prima. La prima è essersi concentrati solo sul contenimento della spesa pubblica ed i conti in ordine senza sostenere politiche di sviluppo. La seconda è l'aumento delle tasse. Si aggiunga una ossessiva quanto inutile campagna contro l'evasione fiscale che invece di colpire i grandi evasori ha penalizzato quel ceto medio già tartassato visto che la pressione fiscale è salita di due punti in un solo anno. Se pensiamo cosa succederà quando dal primo marzo entrerà in vigore il nuovo redditometro c'è da preoccuparsi ancor di più. Se non sarà interpretato in modo positivo dall'Agenzia delle Entrate potrà essere la tomba della nostra economia".
Cosa vuol dire "interpretato in modo positivo"?
"Nella discrezionalità dei meccanismi introdotti dall'Agenzia delle Entrate ci sono spese che sono inderogabili per le famiglie ma ciò non può comportare in automatico un accertamento fiscale. E poi finiamola con questa caccia alle streghe contro l'economia italiana per cui chi consuma di più è visto come un pericoloso criminale".
Cosa si deve fare per invertire la rotta?
"Abbassare la pressione fiscale, sostenere le imprese che producono sviluppo e occupazione, quindi consumi. Con i decreti non si può creare lavoro, ma a forza di decreti decreteremo la fine del lavoro in Italia. La miseria è causata da scelte sbagliate. Lo ripeto: il lavoro non si crea ma si può distruggere se non si aiutano le imprese ad assumere le persone. Inoltre la signora Fornero sulle pensioni ha usato la mano un po' pesante. Non eravamo obbligati a fare ciò, potevamo farlo in modo più graduale come era stato fatto dal centrodestra. Bastava guardare l'esperienza di altri Paesi. Anche la Germania ha approvato una riforma più graduale, ma a qualcuno piace copiare in peggio quello che fanno gli altri. Ad esempio anche sulla tracciabilità delle spese. In Francia il tetto è di 3 mila euro, in Italia è stato abbassato a 1000 euro, con il risultato di danneggiare il turismo e soprattutto la moda, il tanto decantato 'Made in Italy'".