AFGHANISTAN: CANTONI, NOSTRI MILITARI CI FANNO ONORE E DANNO IMMAGINE DI UNA GRANDE ITALIA  30/07/2010

di Dario Caselli


Presidente, siamo di nuovo alla conta di altri due militari uccisi. Il ministro La Russa ha confermato la data del 2013 per dare alle forze del luogo il controllo del territorio. Stiamo andando verso questo obiettivo?
"Il ministro ieri in Aula ha chiaramente indicato questa data, dopo aver con grande affetto rivolto le condoglianze alle famiglie dei militari caduti, tenendo anche presente che l'ufficiale Gigli ha salvato altre vite. E questo è un fatto eroico che naturalmente sarà oggetto di una severa e penetrante indagine. Allo stesso tempo ci ha fatto grandemente piacere che il capitano, una donna ancorchè ferita, abbia chiesto esplicitamente di restare ad Herat. Quindi noi ci troviamo assolutamente nella necessità di proseguire gli impegni presi insieme ai nostri alleati. In questo contesto però mi preme puntualizzare un fatto importante".

Quale?
"Noi siamo in Afghanistan non solo per difendere dal terrorismo la democrazia di questo Paese, ma anche per addestrare. Infatti ieri mattina l'ambasciatore italiano a Kabul ha elogiato l'operato dei 250 carabinieri che addestrano la Polizia afgana. Un impegno che nei fatti significa agire per dare una governance alle forze afgane nel momento in cui ci sarà un ritiro. Ed i nostri militari sono talmente apprezzati che le stesse autorità locali hanno chiesto l'ulteriore invio di carabinieri. Questo certamente non sarà facile ma in ogni caso è un apprezzamento che va a tutte le nostre Forze Armate. Questi ragazzi ci fanno grande onore e danno l'immagine di un'Italia come un grande Paese che opera per salvaguardare la democrazia dal terrorismo in un Paese che ha come confine il Pakistan e l'Iran e che diventa di vitale importante per la pace nel mondo".

Un sacrificio non inutile, quindi...
"Noi purtroppo contiamo come altre Forze Armate sacrifici in termini di vite umane. Questi sacrifici però sono compensati dal grande lavoro che svolgiamo in questi Paesi, anche per evitare che conflitti possano degenerare mettendo a rischio la vita di moltissime persone. E' un momento tristissimo che però ci riempie anche di orgoglio perchè sappiamo che i nostri militari sono utili per la democrazia, per la salvaguardia dal terrorismo e per l'addestramento delle forze afgane".
 
 
   
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30/07/2010
 
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